Premessa: come avrete visto, nelle ultime settimane non ho aggiornato molto questo blog. Me ne rammarico, perché è come se avessi trascurato la mia stessa casa. I motivi sono stati principalmente la grande mole di lavoro e alcuni problemi, anche a livello umano. Qualche sera fa un grande amico, nonché fedelissimo lettore, mi ha fatto riflettere su un aspetto che finora avevo tralasciato: per quanti impegni possa avere o sfighe che mi affliggono, è fondamentale che mi ritagli almeno una o due ore al giorno per dedicarmi al mio mondo sospeso tra musica e parole.

“Come faccio?” mi sono detta in un primo momento. Far convivere l’attività di copywriter con quelle del giornalismo musicale e dell’insegnamento significa dover fare salti mortali. E’ vero ma non troppo: la sola discriminante è l’utilizzo del tempo rimanente della mia giornata. Ho deciso, quindi, di elaborare una lista di accorgimenti che potrebbero aiutarmi (e, spero, aiutarvi) nella mia perenne lotta contro il tempo quando sono agli sgoccioli. Li sperimenterò per circa due settimane, alla fine delle quali stabilirò se la mia attività di scrittura ne abbia tratto giovamento o meno.

1) Porsi una schedule realistica, basata su ciò che volete scrivere senza fare troppo affidamento al monte ore. Il motivo è molto semplice: il tempo reale non esiste. O meglio, esiste per gli orari dei treni, visite in ospedale, appuntamenti di lavoro. Ma, a parte questi casi particolari, è assolutamente sensato dire che il tempo è relativo. Avete mai pensato quanto passi velocemente una giornata fuori porta con il vostro partner o, al contrario, i minuti interminabili tipici di eventi che ci mettono a disagio? Ecco. Per la scrittura funziona allo stesso modo. Che sia un testo di 200 parole o un articolo di 1500, e nella vostra mente gli dedicheremo appena 30 minuti, sforerete sempre e comunque.Perché, nella vita di tutti i giorni, capitano migliaia di piccoli imprevisti che, messi insieme, mettono in crisi anche l’individuo più organizzato della Terra. Anche se avete alle spalle una lunga fase di pre-writing - della quale vi parlerò prossimamente sempre su questi schermi - non riuscirete mai a concludere il vostro pezzo nel tempo prestabilito. Meglio, piuttosto, arrotondare per eccesso e pianificare, nella vostra tabella di marcia, un intervallo di tempo più ampio. La cosa peggiore che può succedervi è non riuscire a finire prima, ma almeno non avrete l’acqua alla gola.

2) Appena dopo colazione, dedicate mezz’ora per capire come organizzare al meglio tutti i vostri impegni. Vi sembrerà una perdita di tempo, ma visualizzare mentalmente come sarà strutturata la vostra giornata da mattina a sera vi aiuterà ad avere una visione più obiettiva e, di conseguenza, a capire meglio quante e quali pause prendervi.

3) In caso non fosse sufficiente la visualizzazione mentale, strutturate la vostra schedule visivamente, usando vari colori. Anni fa, quando ancora andavo alle scuole superiori, la mia professoressa d’italiano ci fece leggere un libro che dava consigli per aiutare la memoria. Tra i piccoli trucchetti che più mi rimasero in mente, l’utilizzo dell’evidenziatore giallo, che stimola la memoria in fase di studio, e suddividere sull’agenda (o un foglio) le varie attività, assegnando ad ognuna di esse un colore diverso. Dicono che questa divisione sia utile per capire se siamo obiettivi nell’organizzare la nostra schedule o se, al contrario, tendiamo a sottovalutare il tempo che abbiamo a disposizione.

4) Le pause sono fondamentali. Questo è un concetto che ho imparato da poco, grazie soprattutto all’insegnante del corso di balli caraibici. Nella salsa e bachata i conteggi sono 1 - 2 - 3, 5 - 6 - 7. Come notate il 4 e l’8 non vengono menzionati perché corrispondono alle pause, ma ciò non vuol dire che non siano importanti. L’errore più comune, tra i ballerini principianti (io e il moroso siamo a un livello ancora inferiore, se possibile) è aver fretta di eseguire le figure, dimenticandosi delle pause. Il risultato è un bel fiatone dopo nemmeno 30 secondi. Vi dò una notizia: questa filosofia si può applicare a tutte le attività che facciamo quotidianamente. Il nostro cervello necessita, ogni ora/ora e mezza, di ossigenarsi per cinque minuti. Alzatevi dalla sedia, se state facendo un’attività sedentaria, per sgranchirvi le gambe. O, al contrario, sedetevi se siete in costante movimento. Vi sembrerà poco ma questa piccola abitudine, ripetuta diverse volte durante il giorno, vi darà una mano al fine di non arrivare a sera troppo esausti.

5) Spegnete internet, togliete la suoneria del telefono ed evitate ogni tipo di distrazione. Alzi la mano chi di voi, durante la giornata, non si fa mai distrarre dal cellulare, dai social network o dal web. Penso che quasi nessuno ci riesca. Confesso che è dura anche per me, ma se volete ottimizzare il vostro lavoro e vincere nella lotta contro il tempo che sgocciola dovrete pur fare qualche sacrificio, no? Meglio ancora se, in caso siate liberi professionisti o viviate la scrittura come semplice hobby, andate in biblioteca o in un luogo che non vi consente di distrarvi. Molto probabilmente sarete più produttivi in un’ora e mezza passata lì piuttosto che durante una giornata a casa.

6) Non abbiate paura di dire no, qualche volta. Se siete già troppo oberati di lavoro, dire sì a tutte le commissioni non vi farà fare la figura della persona sempre disponibile, ma solo di qualcuno che non sa gestire le ore delle sue giornate. Con il rischio di consegnare il lavoro in ritardo o in tempo ma senza averci dedicato il tempo sufficiente, producendo dei testi scadenti. Dire di no non è un reato, ricordatevelo. E se siete con l’acqua alla gola, chiedete aiuto a qualcuno di cui vi fidate. Se siete persone con un profondo senso del dovere, questa richiesta - che peserà non poco sul vostro orgoglio - vi spingerà automaticamente a regolarvi per le volte successive.

7) Siate indulgenti con voi stessi. Fatevene una ragione, nessuno riesce a portare a termine ogni giorno tutti gli obiettivi che si è prefissato. Siamo persone, non macchine. Ciò che conta è che ogni sera, quando andate a dormire, abbiate la certezza di aver fatto del vostro meglio per mantenere gli impegni. Questa consapevolezza non solo vi farà sentire meno in colpa ma vi servirà anche a riposare meglio.

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