La notizia ormai la sapete tutti: il sogno dei Rockin’1000, ovvero far suonare i Foo Fighters a Cesena, diventa realtà. Ma chi sono, esattamente, i Rockin’1000?

Partiamo dall’inizio. Siamo nel mese di maggio 2014 e Fabio Zaffagnini, fondatore della start up Trail Me Up - che realizza sistemi di realtà virtuale aumentata per vedere sentieri e percorsi remoti - nonché appassionato di musica rock, ha un’idea tanto geniale quanto folle: portare a suonare a Cesena i Foo Fighters. L’ultima volta che la band di Dave Grohl si esibì in Romagna fu nel 1997, in occasione del tour di supporto al secondo album “The Colour And The Shape”.

Con l’adrenalina a mille, Fabio chiama Anita, Claudia e Martina per raccontare loro dell’idea che gli sta girando per la testa: radunare 1000 musicisti e far suonare loro un brano dei Foo Fighters, in modo da farlo arrivare alla band e convincere i suoi membri ad esibirsi a Cesena. Le tre ragazze, entusiaste, decidono di seguire Fabio nell’impresa eccezionale.

Nel mese di settembre, dopo le vacanze estive, la grande macchina dei Rockin’1000 si mette in moto: al nucleo del progetto si uniscono fonici, addetti stampa, tecnici, grafici, webmaster, responsabili per il fund raising e musicisti. A questo punto, con una vera e propria equipe di addetti ai lavori in ogni settore, è ora di promuovere il progetto Rockin’1000 attraverso un video, diffuso il 18 dicembre 2014, che spiega nei dettagli l’iniziativa.

La notizia ha un’eco mondiale: la stampa nazionale e internazionale specializzata comincia a occuparsi del fenomeno Rockin’1000, perché quella che all’inizio sembrava un’idea del tutto irrealizzabile, assume i contorni di un’impresa che potrebbe anche rivelarsi fattibile. Tuttavia, occorrono ben 40.000 euro per far sì che tutto possa accadere e i tempi sono piuttosto limitati. I ragazzi di Rockin 1000 decidono così di organizzare, in data 14 marzo 2015, una festa per la raccolta fondi presso il Teatro Verdi di Cesena. Per l’occasione, viene anche presentato il video in romagnolo con sottotitoli in italiano per spiegare, ancora una volta, come aderire alla campagna di fundraising.

Il brano dei Foo Fighters che i musicisti (250 cantanti - 350 chitarristi - 150 bassisti - 250 batteristi) sono chiamati a suonare è “Learn To Fly, uno dei maggiori successi della formazione statunitense. La ragione è principalmente il fatto che, essendoci sia uomini che donne cantanti, è necessario che la canzone sia eseguibile da tutti senza particolari problemi di estensione. Tuttavia, nonostante siano arrivate molte risposte, raccogliere 1000 musicisti è davvero complicato e, a ridosso della scadenza del crowdfunding, Fabio prende la decisione sofferta di prolungare la durata della campagna di fund raising fino alla fine di maggio. Perché se è vero che, pochi giorni prima, i Foo Fighters hanno annunciato una data a Bologna per il 2015, oramai si tratta di una missione da compiere o, quantomeno, provarci.

Nel frattempo, dopo alcune indiscrezioni, viene reso noto il nome di colui che dirigerà i 1000 musicisti: si tratta del direttore d’orchestra Marco Sabiu, un professionista molto noto nel mondo della musica. Oltre ad averlo visto varie volte sul palco del Festival di Sanremo, Sabiu ha lavorato con artisti del calibro di Ligabue, Luciano Pavarotti, Take That, Ennio Morricone e Kylie Minogue. Il 30 maggio 2015, l’annuncio del raggiungimento del budget. Da qui è una corsa contro il tempo per organizzare tutto quanto, dalla preparazione dei musicisti (suonare con altri 349 chitarristi o cantare con altre 249 persone non è cosa facile), alla location dell’esibizione. Nessun dettaglio può esser trascurato. Non adesso.

Il pomeriggio di domenica 26 luglio, il sogno prende finalmente forma: 1000 musicisti suonano e cantano contemporaneamente “Learn To Fly”, al Parco Ippodromo di Cesena, dando vita a una performance davanti alla quale si rimane senza parole.

Alla fine del brano, Fabio rivolge infine un appello ai Foo Fighters:

Immagino che molta gente, in tutto il mondo, vedrà questo video ma in realtà è stato pensato solo per 5 persone. Ovvero Chris, Pat, Nate, Taylor e Dave Grohl, i Foo Fighters. L’Italia è un paese in cui i sogni non si possono esaudire molto facilmente, ma siamo un popolo passionale e creativo. Quello di oggi è un vero e proprio miracolo. E’ da più di un anno che lavoro a questo progetto, alzandomi ogni mattina pensando a come poter realizzare il tutto. Questo è il risultato: 1000 persone, 1000 rocker, provenienti da tutta la nazione che sono venute qui a loro spese, e l’hanno fatto solo per una canzone: la vostra. Ciò che vorremmo chiedere a voi, i Foo Fighters, è di venire qui a suonaredi fare un concerto qui, a Cesena, per tutti noi. E vorrei chiedere, a tutti i presenti, di fare un urlo per i Foo Fighters!

A poche ore dalla pubblicazione del video, la risposta di un emozionatissimo Dave Grohl e dei Foo Fighters non si è fatta attendere.

Perché mi ha colpito tanto questa iniziativa? Perché è la vera dimostrazione che, se si vuole, si può fare davvero tutto o quasi. E i Rockin’1000 sono riusciti a smuovere le montagne, a trasmettere il messaggio che l’amore per la Musica è più forte di qualsiasi cosa. Vedere 1000 persone che suonano la stessa canzone, senza voler primeggiare ma solo con la voglia di divertirsi e abbracciarsi, in un periodo in cui la disillusione la fa da sovrana, fa commuovere, è davvero un miracolo. Altrettanto toccante è il messaggio di Dave Grohl. Le rockstar sono abituate ai tributi, alcune quasi non li apprezzano: Dave, invece, ci dimostra che la musica è fatta anche di uno scambio reciproco di emozioni, di persone che amano ascoltare e altre che amano suonare, di esseri umani uniti dalla stessa passione. E ci racconta che puoi essere anche il musicista rock più esperto e navigato del mondo ma se hai un animo sensibile, e porti un gran rispetto per il tuo pubblico, restare indifferenti è praticamente impossibile.

Mi sento di fare un applauso a tutti: a Dave e i Foo Fighters per essersi dimostrati così umani da rispondere al volo e accettare l’invitoAi 1000 musicisti - e al Maestro Marco Sabiu - che si sono riuniti, per aver messo tutti loro stessi e aver dato uno spettacolo grandioso, totalizzante, energizzante e altamente emotivo. Ai tecnici e a tutti i membri dello staff, che hanno dedicato ogni energia per la riuscita del progetto. E ultimo applauso, ma non meno importante, a Fabio Zaffagnini per averci insegnato che non bisogna aver paura di sognare, al contrario dobbiamo alimentare i nostri sogni. Perché anche le idee più pazze, se sostenute da una grande determinazione, possono diventare realtà. Per questi, e tanti altri motivi, i Rockin 1000 passeranno alla storia.

E ai detrattori - vogliamo chiamarli anche rosiconi? - che hanno criticato l’iniziativa perché non amano in particolar modo la canzone o il gruppo, rispondo così: questo episodio non c’entra affatto col genere musicale che si preferisce o meno. C’entra con la passione, con l’amore, con la forza propria della Musica, che demolisce ogni barriera e ci rende tutti uguali. Se davvero non apprezzate, vi consiglio di fare un bagno di semplicità e speranza. Non può che farvi un gran bene.

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