Sì, hai letto bene. Se c’è una cosa che ci sentiamo dire spesso è questa: bisogna pensare positivo, sempre. In ogni situazione, in ogni momento, anche in quello più cupo c’è qualcosa di buono. Lo dice la saggezza popolare, lo dicono innumerevoli canzoni. Prendi questa, Don’t Worry Be Happy di Bobby McFerrin:

Here’s a little song I wrote You might want to sing it note for note Don’t worry, be happy. In every life we have some trouble But when you worry you make it double Don’t worry, be happy.

Questa é una piccola canzone che ho scritto Forse ti va di cantarla nota dopo nota Non preoccuparti, sii contento In ogni vita abbiamo dei problemi Ma se ti preoccupi, questi si raddoppiano Non preoccuparti, sii contento.

Siamo quindi d’accordo, pensare positivo fa bene? No!

O, meglio, non sempre. Ci sono casi, ci sono volte, in cui è meglio mantenere un sano Pensiero Negativo in contrapposizione al velleitario Pensiero Positivo. Ad alcuni di noi viene naturale vedere sempre il lato scuro di una faccenda, il bicchiere mezzo vuoto, i difetti e le difficoltà. Ad altri, invece, è più congeniale trovare l’aspetto positivo in una brutta situazione. Eppure, per quanto possa sembrare assurdo, la strategia migliore è il Pensiero Negativo - non il Pensiero Positivo.

Intendiamoci.

Cosa intendo con “Pensiero Negativo”?

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Non intendo di certo buttarsi giù alla prima difficoltà. E nemmeno alla seconda. O alla terza. O alla… beh, ci siamo capiti, no? Intendo una cosa diversa, un po’ più sottile. E per spiegarlo mi permetto di scomodare Gabriele Oettingen, professoressa di Psicologia all’Università di New York. Lei, nell’ormai lontano 2011, pubblicò una ricerca interessante sugli effetti del “Pensiero Positivo”, e in particolar modo sul pensare sempre che “tanto ce la facciamo”. Lo studio completo lo si trova su Science Direct (attenzione, costa 35 dollari!), ma riassumendo il concetto è questo: immaginare di aver già raggiunto gli obiettivi prefissati porta a rilassarsi e a ottenere risultati peggiori.

A pensarci bene è anche abbastanza intuibile. In fin dei conti immaginare come sarà dopo che abbiamo raggiunto i nostri obiettivi ci distrae dagli ostacoli che abbiamo davanti agli occhi. Sarebbe come sognare a occhi aperti di essere dei grandi ballerini di Salsa e Bachata (e qualsiasi riferimento ai nostri giovedì sera è puramente casuale!) e però dimenticarsi di imparare i passi base. Ogni successo che otteniamo, ogni cosa per cui lottiamo, ogni aspirazione che realizziamo è frutto di un cammino fatto di ostacoli. Non possiamo illuderci di arrivare alla meta senza affrontare nessuna difficoltà. E’ necessario avere bene in testa l’obiettivo da raggiungere, certo, ma è altrettanto fondamentale figurarsi i problemi in agguato.

Oettingen chiama questa cosa Contrasto Mentale: mentre pensiamo a quanto sarà bello raggiungere i nostri obiettivi immaginiamo anche gli ostacoli che incontreremo.

Come funziona il Contrasto Mentale

Claudia-Falzone-Pensiero-Positivo-e-Contrasto-Mentale

Applicare il Contrasto Mentale è abbastanza semplice. O per lo meno lo è capire il suo funzionamento.

Prendiamo un obiettivo. Fatto? Bene, adesso sotto ci scriviamo tre cose positive che otterremo quando lo raggiungeremo. Di fianco ci scriviamo, però, anche tre ostacoli che sicuramente incontreremo lungo il percorso. Il concetto è questo, per ogni obiettivo, per ogni scopo, per ogni ambizione, avere ben chiaro in testa quali saranno i vantaggi che si otterranno, e quali le difficoltà da superare. Se lo schema vi pare troppo semplice, complicatelo pure, l’importante è mantenere un pizzico di Pensiero Negativo per ogni Pensiero Positivo.

Quale è il vantaggio più grosso? Che non ci facciamo cogliere impreparati davanti alle difficoltà. Avendole già immaginate, e in molti casi anche previste, possiamo affrontarle senza farci abbattere e scoraggiare. Inoltre, ed è una cosa che non sottovaluterei affatto, possiamo accorgerci se un obiettivo è impossibile, irrealizzabile o anche semplicemente troppo difficile o lungo rispetto ai vantaggi che ci porterà in futuro. Se volessi metterla a mo’ di slogan, direi che applicare il Contrasto Mentale migliora l’organizzazione e la produttività, sia nel proprio lavoro che nella propria vita personale.

Però non è, ovvio, la panacea di tutti i mali. La tecnica del Pensiero Negativo e del Contrasto Mentale serve in particolar modo per quei momenti in cui ci sentiamo pervasi dall’energia positiva e pensiamo che ogni cosa andrà bene. Quando non siamo del tutto convinti di un progetto, o quando siamo nella fase “andrà tutto male” allora non conviene concentrarsi sugli ostacoli. Molto meglio coccolarsi un po’ con un buon disco, un buon libro o un bicchiere di vino.

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