Non c’è nessuna Claudia Falzone Guardi meglio, sono inviata per Teatro.it

La signorina della RAI sorride, scuote la testa, controlla ancora la lista. Silvia di fianco a me ride, e io provo a dimostrare la mia esistenza alla burocrazia Sanremese. Perché se va tutto liscio al primo colpo non sono io. Ma che ci volete fare, sono qui, finalmente, a Sanremo 2015. E l’avventura è cominciata.

Serve una sua foto, per il pass

Prende, gira lo schermo del portatile. E mi faccio fare un selfie con la webcam. Sbuffo:

Sembra la foto segnaletica di Natasha Romanoff

Mi guarda basita

La Vedova Nera. Dai, la Marvel

Scuote la testa. Dandomi della nerd, mi passa il mio pass fresco di stampa

Ecco il suo tesserino, Claudia Grazie

Allungo la mano, sorrido anch’io, adesso. Il pass è grande come la mia PostePay. Domani, entrerò in possesso anche del mio badge da 10 euro, da utilizzare in cibarie (spero) a Casa Sanremo: non ho ancora il coraggio di chiedere quanto costa un caffè, lì, nel Palafiori. L’Ariston è dietro l’angolo, ma noi il festival lo seguiamo dalla sala stampa. Dove c’è anche il mio posticino. In seconda fila.

Il 65° Festival della Canzone Italiana, detto Sanremo 2015, comincia domani sera ma per gli addetti ai lavori è già partito stamattina con la conferenza stampa d’apertura. La sala è piena, non pienissima: molti non hanno fatto in tempo ad arrivare. E ci sono i tulipani.

Perché lo fanno notare? Perché ogni giorno cambiano i fiori. Quindi oggi è il giorno dei tulipani? Così pare

Comincia Giancarlo Leone, un po’ dispiaciuto per la mancanza di polemiche politiche. Io sono contenta, un problema in meno di cui preoccuparci. Poi è il turno di Carlo Conti: battuta sulla propria abbronzatura, e poi una sfilza di informazioni. Dai nomi degli ospiti internazionali (Imagine Dragons, Saint Motel, Spandau Ballet, Ed Sheeran, Conchita Wurst) a quelli italiani (Tiziano Ferro, Al Bano e Romina, Biagio Antonacci, Gianna Nannini e Giovanni Allevi) passando per la decisione di fare aprire le serate di martedì e mercoledì ai giovani. La mette bene, dice che così, in testa, i “giovani sono valorizzati”. Emma e Arisa fanno giusto un saluto.

Le domande dei giornalisti, beh, le trovate nelle cronache dei vari giornali. Ci sono le solite polemiche per i super ospiti internazionali, e per quelli italiani. Chi chiede se è un festival renziano (ma perché buttarla in politica anche quando non serve?). Una discussione sull’ora di fine festival (Conti dice mezzanotte e venti, Leone mezzanotte e mezza: vedremo domani chi ha ragione). E un simpatico battibecco sulla partecipazione di Conchita Wurst. A chi chiede spiegazioni Conti ricorda che “chi vince il Festival può andare, se vuole, all’Eurovision Song Contest 2015. Ci è sembrato giusto ospitare il vincitore della scorsa edizione”. Emma rincara con “Conchita la ricordo benissimo. Succede anche che chi arriva ventunesima all’ESC conduca Sanremo”. Arisa, divertita, conclude con una proposta “Se serve e il vincitore non vuole partecipare all’ESC… c’è Arisa”.

E’ una bella giornata, a Sanremo. Sole, e la città pare uscita da una cartolina. Il pomeriggio lo dedichiamo a sistemarci nella nostra magnifica mansarda. La nostra padrona di casa, dolcissima, ci ha lasciato un biglietto di benvenuto. Poi, prima del tramonto, e prima di cena, un giro per le stradine di Sanremo, un assaggio di vera focaccia ligure. E un po’ di shopping, che da domani non ci sarà nemmeno il tempo di respirare.

Comincia il Festival di Sanremo, e ci sono anch’io. Evviva!

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