Che la mia vita sia scandita da canzoni non è un mistero. Vado a fare una camminata per tenermi in forma? So che il tempo perfetto per l’allenamento è compreso tra le 5 e le 10 canzoni. Meglio ancora se rock, ma questo è esclusivamente un dettaglio. Se tu che leggi volessi chiedermi che musica ascolto, preparati ad ascoltare un monologo - probabilmente con alcuni momenti nonsense - in cui ti spiego che associo i generi in base alle emozioni e allo stato d’animo in cui mi trovo. Però è inutile negarlo: nonostante tutte queste belle premesse, anch’io ho una mia classifica personale. La top 3 (che poi non è 3 ma questo lo vedremo fra poco) è costituita da brani oggettivamente molto belli ma, soprattutto, legati a momenti molto importanti della mia vita. Premetto che l’ordine in cui le presento non è una classifica, bensì una cronologia in cui sono comparse nella mia vita. Oggi, nella terza tappa dei Venti Passi, voglio svelare la mia top 3.

1) Europe - The Final Countdown

Quando penso a The Final Countdown, torno subito bambina. Si dice che i primi ricordi siano legati a un istante emotivo importante. Il mio primo ricordo nitido è mio padre che mi mette in testa una cuffia con questo pezzo degli Europe. Avevo quattro anni e ovviamente, all’epoca, non potevo sapere chi fossero gli Europe né i loro visi. Mia mamma, presente in quel momento, mi ha detto più volte che avevo un’espressione tanto estasiata da spingere mio padre, di professione fotografo, a scattarmi una foto. Inutile dire che la foto della piccola Claudia con delle cuffie enormi in testa è ancora appesa in camera. Anni dopo, guardando il video di The Final Coundown su MTV, mi innamorai platonicamente di Joey Tempest, considerandolo il mio ideale di principe azzurro. E poi, nel 2015…ho incontrato Joey Tempest di persona! Tremavo come una foglia, ero emozionatissima ma felice, perché la me adulta e la Claudia bambina si erano ricongiunte al cospetto di uno dei loro idoli!

2) Nine Inch Nails - Hurt

Tanto la prima canzone è legata alla gioia, tanto la seconda è legata al dolore. Non quello fisico, bensì quello psicologico. Quello che da persona normale ti rivolta come un calzino, sbattendoti al muro senza lasciarti via di scampo. Si chiama depressione, dicono. Non so se questa definizione sia corretta, o se capita a tutti un momento in cui il senso di inadeguatezza ti pesa talmente tanto da essere la prima nemica di te stessa. L’essere una secchiona a scuola non mi ha di certo reso le cose semplici, ma il malessere è saltato fuori dopo. Ci sono stati numerosi picchi in cui l’unico desiderio, l’unica necessità, era ottenebrarsi completamente. Questa era la sensazione che volevo ottenere, ascoltando la voce struggente di Trent Reznor in Hurt. E invece, come dice il titolo stesso, l’unico risultato che ottenevo era farmi sempre più male, innescando un pericolosissimo circolo vizioso - confesso che ancora oggi, quando mi capita questo brano, devo skipparlo. Per quanto alcune cicatrici siano rimarginate, non vuol dire che non esistono più. In quell’inferno ci sei solo e soltanto tu, il resto non ha la benché minima importanza. Fino a quando arriva un momento di svolta in cui ti ritrovi davanti a un bivio. Soccombere o andare avanti?

3) High Hopes - Pink Floyd

Quel punto di svolta, in effetti, è arrivato. Devastante come un TIR che ti investe a tutta velocità. Nel 2009, mi hanno trovato un tumore ai canali del latte nel seno destro. A quel punto realizzi che tutti i dolori interiori di cui sei stata vittima per anni interminabili, avresti benissimo potuto risparmiarteli. Visto che, prima o poi, la vita decide di complicarti la vita e cambiare le carte in tavola. Dal momento della diagnosi al momento dell’operazione sono passati poco meno di tre mesi, che ho vissuto con grandissima tristezza. Perché quando ti rendi conto di aver buttato via del tempo prezioso della tua vita a massacrarti con problemi inesistenti, quando avresti solo dovuto sganciare qualche vaffanculo in più, ti senti mancare la terra sotto i piedi. Si possono recuperare degli oggetti, dei contanti, ma il tempo buttato via non ce lo restituisce più nessuno. In quei giorni, questo brano dei Pink Floyd è stato meglio di qualsiasi terapia. Da una parte c’era il rammarico ma dall’altra c’era la speranza, seppur fragile, che le cose potessero avere ancora un risvolto positivo.

3bis) Aerosmith - Aerosmith

E, in effetti, le cose hanno avuto un risvolto positivo. Dopo l’operazione si è scoperto che il mio tumore era di natura benigna. Un gran sospiro di sollievo e la consapevolezza che la dea bendata aveva deciso di darmi un’altra possibilità. Chance che avrei dovuto utilizzare per uscire da una situazione di stallo diventata troppo soffocante. Ho iniziato a lottare per me stessa, a inseguire i miei sogni e stringere i denti nonostante le porte chiuse in faccia. Sebbene sia ancora lontana dall’avere una grande stabilità lavorativa, ho fatto parecchia strada e non ho alcuna paura del cammino che devo ancora percorrere. Con la speranza ho capito che quasi tutto è possibile. Anche attraversare l’inferno e uscirne indenne, con solo l’orlo dei jeans lievemente bruciacchiato.

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